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Diretta streaming del Consiglio comunale

7 Mar

La diretta sarà disponibile dalle ore 9:00 circa. Qui i punti che verranno discussi. Al quinto punto dell’ordine del giorno c’è il ripristino del servizio di IVG presso l’ospedale di Jesi: qui il . Alle 16:45 di oggi pomeriggio ci sarà la sessione aperta, con interventi dei cittadini.

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Punto n. 05
ORDINE DEL GIORNO PER IL RIPRISTINO IMMEDIATO DEL SERVIZIO DI INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA PRESSO L’OSPEDALE PUBBLICO DI JESI

CONSIDERATO che dal mese di luglio 2012 presso l’Ospedale Pubblico di Jesi il Servizio di Interruzione Volontaria della Gravidanza è stato sospeso in quanto tutti i medici dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia si sono dichiarati obiettori di coscienza;

PRESO ATTO del protrarsi della privazione del servizio da oltre sette mesi e della conseguent e mancata attuazione della Legge 194/78, nonostante le ripetute richieste avanzate da molti cittadini, associazioni e organizzazioni sindacali;

RAVVISATO che la sospensione degli interventi di IVG all’interno di una struttura pubblica si configura quale sostanziale violazione dell’art. 32 della Costituzione;

RILEVATO che il protrarsi del disservizio non è più accettabile non soltanto da parte dei singoli cittadini interessati al servizio, ma anche da parte del Comune quale garante della salute pubblica;

PRECISATO che, se è incontestabile il diritto del singolo medico di sollevare obiezione per motivi di coscienza (art. 9 comma 1 della Legge 194/78) è altrettanto inequivocabile l’obbligo delle istituzioni preposte di garantire la prestazione del servizio i n questione ai sensi del comma 4 del medesimo articolo: “Gli Enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare (…) l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza. La Regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale”;

Tutto ciò premesso

DELIBERA

1) di chiedere l’impegno risolutivo della Regione Marche e della Dirigenza dell’Asur Marche e dell’Area Vasta n. 2 per una piena applicazione della Legge 194/78;

2) di ribadire l’urgenza di trovare una soluzione immediata per il pieno ripristino del servizio di IVG presso l’Ospedale pubblico di Jesi, affrontando la problematica della mancanza di personale;

3) di riconoscere il diritto dei medici di sollevare obiezione di coscienza, come previsto dalla legge 194/78, nel pieno rispetto della loro professionalità e senza pericolo di dequalificazione; ciò nella considerazione che il diritto dei medici ad obiettare e il diritto delle donne ad interrompere la gravidanza possano essere equamente garantiti, senza che l’affermazione del primo metta in pericolo la salute e i diritti delle donne;

4) di invitare tutti i Comuni del Distretto (ex Zona Territoriale n. 5) ad unirsi alla richiesta di ripristino del servizio e a condividere l’adesione ad un atto comune da presentare agli organi di competenza.

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Corriere Adriatico: Aborto volontario, altri stop

5 Feb

Riportiamo l’articolo di Talita Frezzi pubblicato il 5  febbraio 2013 sul quotidiano “Corriere Adriatico”.

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Domande e risposte – parte 2

3 Feb

Venerdì 1 febbraio siamo state al primo incontro pubblico della rassegna Percorso Femminile, singolare, promosso dal Dipartimento Materno-Infantile dell’Area Vasta 2, dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Jesi e dal Coordinamento Donne Jesi. Tanti gli interventi di medici e ostetriche volti ad illustrare le attività, i servizi e le eccellenze del reparto, temi principali dell’incontro.

Una volta finiti tutti gli interventi, abbiamo ritenuto importante riportare l’attenzione sul servizio di IVG che il reparto di Ginecologia e Ostetricia del nostro ospedale offriva alle donne fino a luglio 2012, data in cui è stato sospeso dopo che gli ultimi medici non obiettori rimasti in servizio hanno scelto di sollevare obiezione di coscienza nei confronti della legge 194/78.

Alla nostra domanda sullo stato dell’applicazione della legge nell’Ospedale di Jesi, l’Assessore Barbara Traversi ha risposto che a lei risultava che il servizio fosse di nuovo attivo grazie a un medico non obiettore proveniente da Fabriano incaricato di eseguire gli interventi di IVG una volta ogni quindici giorni (sic!).

Il Dott. Curatola ci ha poi illustrato la situazione reale: per problemi di natura tecnico-amministrativa, la ginecologa non obiettrice non è ancora operativa nel nostro ospedale perché il suo contratto con l’ospedale di Fabriano la obbliga già a lavorare 40 ore settimanali. Il servizio non è ancora attivo – ha dichiarato il Dott. Curatola – però le istituzioni si sono attivate perché questo venga garantito. I tempi tecnici, però, non dipendono esclusivamente da me”.

Sul perché a partire da luglio 2012 gli ultimi medici non obiettori del reparto di Ginecologia e Ostetricia abbiano scelto di avvalersi dell’obiezione di coscienza, pur avendo sempre effettuato gli interventi di IVG, il Primario ha dato una risposta chiara e molto ben riassunta da una dichiarazione dell’Assessore Traversi che è stata riportata sul comunicato stampa del Comune di Jesi pubblicato su “Viverejesi” lo scorso 2 febbraio:”Ho avuto modo di verificare che la scelta di obiezione di coscienza, da parte sua e degli altri medici che fino a tempi recenti praticavano l’interruzione di gravidanza nel nostro ospedale, non è stata il frutto di una preclusione ideologica, ma il risultato di un profondo disagio dovuto alle politiche dell’Asur. E in ogni caso, dichiarandosi obiettori di coscienza, questi medici hanno esercitato un diritto che viene loro riconosciuto dalla legge” (corsivo e grassetto nostri)

Pensiamo che sarebbe stato più rispettoso del diritto delle donne se i medici si fossero organizzati e avessero scelto di condurre una protesta contro l’Asur piuttosto che scegliere l’obiezione di coscienza.

Se l’obiezione di coscienza fosse regolamentata, ovvero se per legge fosse indicato un tetto massimo di obiettori per ogni struttura pubblica o se venissero attuate dalle Regioni le cinque proposte avanzate da Aied e Associazione Luca Coscioni, probabilmente i medici non si sarebbero neanche trovati  in questa situazione. Ricordiamo che tra gli obiettivi della legge 194/78 c’è la garanzia del diritto alla salute della donna anche nel momento in cui compie una scelta così drammatica, quale è l’IVG e che, in quanto diritto inviolabile, esso può essere garantito a tutte le donne solo se queste possono rivolgersi ad una struttura pubblica.

Chiediamo ai nostri medici di ritirare l’obiezione e di scegliere di farsi carico, pur fra mille difficoltà, dell’applicazione di questa legge dello Stato.

Tanto più opportuno se consideriamo che il caso verificatosi a Jesi si inserisce all’interno di un quadro nazionale dove l’alta percentuale di obiezione sta di fatto rendendo più difficile quando impossibile per la donna avvalersi di un diritto sancito e regolamentato dalla Legge italiana.

 

 

Leggi anche Domande e risposte – parte 1

Domande e risposte – parte 1

1 Feb

Oggi alle 17:30 presso la Sala circoscrizionale di via San Francesco, il Primario di ginecologia e ostetricia Dott. Angelo Curatola e il Direttore Generale ASUR Marche Piero Ciccarelli interverranno all’inaugurazione del “Percorso Femminile, singolare“: una serie di incontri volti a promuovere l’attività del reparto materno infantile dell’Ospedale di Jesi organizzati dal Dipartimento materno infantile Jesi Area Vasta 2, Coordinamento donne Jesi, Assessorato alla pari opportunità Comune di Jesi.

Approfitteremo della loro presenza per porre loro alcune domande… vi faremo sapere. (vedi Domande e risposte – parte 2)

“Se li usi non li perdi!” è vero.

Peccato che un servizio importante come l’IVG sia già stato perso e non perché non venisse “usato”…

194 Jesi: lo stato dei lavori a dicembre 2012

22 Gen

20/12/2012
Il comunicato di Rifondazione Comunista Jesi:

“Da Luglio del 2012, nell’ospedale jesino, il servizio di interruzione volontario di gravidanza non è più garantito; la scelta del personale sanitario di fare obiezione di coscienza ha aperto un vera fase di illegalità.
In un periodo in cui la legalità e il diritto sono temi centrali del dibattito politico jesino, questa situazione emergenziale sembra passare in secondo piano. Non sono vicende che si risolvono con telecamere o forze dell’ordine ; sono temi che dividono maggioranza e opposizione anche dall’interno e che non servono per acquisire facili consensi. I diritti negati, se non vengono affrontati immediatamente, logorano profondamente la società. Per questi motivi l’amministrazione comunale ha il dovere di impegnarsi nel ripristino dello stato di diritto e della legalità. La legittima battaglia contro il circolo ” Vento latino ” è stata vinta, ora possiamo occuparci del servizio pubblico sancito dalla legge 194.
Premesso questo e visto che i consiglieri di minoranza non hanno ancora depositato nuove interrogazioni sull’argomento, ci sentiamo in dovere di porre alcune domande all’amministrazione:
Rifondazione comunista chiede all’assessore Traversi :
Quale è l’attuale situazione nell’ospedale jesino e quali azioni sono state attivate per far fronte all’emergenza?
Quale è il percorso istituzionale e politico che l’amministrazione comunale intende percorrere per giungere ad un ripristino immediato del servizio pubblico ?
Rifondazione Comunista si impegna a seguire sempre con attenzione la vicenda. La nostra non è e non deve essere letta come una battaglia ideologica, ma una lotta per la legalità e il ripristino del diritto.”

RIFONDAZIONE COMUNISTA JESI

La risposta dell’assessore Barbara Traversi:
“Coerentemente a quanto dichiarato rispetto alla necessità che anche sul nostro territorio vengano garantiti i diritti riconosciuti dalla 194, ho preso contatti con il dott. Curatola, primario di ostetricia e ginecologia, il quale mi ha garantito che da gennaio sarà riattivato il servizio di interruzione di gravidanza, attraverso l’intervento di un medico dell’Ospedale di Fabriano con frequenza settimanale. Ritenendo comunque necessaria l’individuazione di una soluzione definitiva al problema ho ribadito le preoccupazioni dell’Amministrazione comunale al dottor Ciccarelli, direttore dell’Asur Marche attualmente facente funzione anche di direttore dell’Area Vasta 2, durante una riunione svoltasi martedì 18 ottobre, alla presenza anche del sindaco Bacci. Il dottor Ciccarelli si è impegnato ad approfondire la questione per verificare le possibili vie di uscita. Ho avuto modo di verificare che si tratta di un problema complesso e delicato, legato non solo all’esercizio del diritto all’obiezione di coscienza ma alla possibilità, per chi non esercita questo diritto, di svolgere serenamente e con tutte le garanzie il proprio lavoro. Non ho alcuna intenzione di lasciar cadere la cosa, ma al contrario di monitorarla strettamente e continuare a lavorare per una soluzione, in un’ottica di collaborazione con il dott. Curatola e gli altri operatori della sanità. Mi aspetto la stessa collaborazione dai cittadini e dalle forze politiche. È legittimo e utile rivendicare un diritto riconosciuto, ma bisogna farlo sempre in modo responsabile e costruttivo, senza strumentalizzazioni di alcun genere”.

ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI
BARBARA TRAVERSI