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Aborto: svolta sull’obiezione di coscienza. La Camera chiede norme più severe per i medici obiettori

13 Giu

Sei mozioni e una risoluzione impegnano il governo a garantire la piena applicazione della 194. Obiezione di coscienza, tavolo tecnico di monitoraggio con le regioni, Ivg anche farmacologica, attenzione verso le donne straniere, centralità dei consultori. Ieri a tarda sera la Camera ha impegnato il Governo per una maggiore attenzione sulla 194. Lorenzin favorevole.

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Una buona notizia, non una soluzione

2 Mar

La notizia del ripristino del servizio di IVG a partire da lunedì 18 marzo, dopo 8 mesi di sospensione, non può che essere una buona notizia.

Pensiamo sia un primo passo per far fronte, nell’immediato, alla grave situazione verificatasi. Tuttavia ci auguriamo possa seguire una soluzione che garantisca in maniera definitiva l’applicazione della legge 194/78 e il diritto alla salute della donna che questa legge intende tutelare, impedendo il ripetersi della sospensione del servizio di IVG.

Le donne devono potersi avvalere di un servizio efficiente e continuativo, non intermittente e precario come quello che rischia di profilarsi dal 18 marzo in poi.  Passare da una programmazione settimanale degli interventi di  IVG a una frequenza quindicinale, sebbene garantita dal turnover di due ginecologi, ci sembra una misura poco sostenibile sia nel breve che nel lungo periodo. Inoltre, stando a questa soluzione, i tempi di attesa della donna per l’accesso all’IVG si allungherebbero ulteriormente: ricordiamo infatti che la legge 194 obbliga la donna a soprassedere 7 giorni sulla sua decisione di interrompere la gravidanza prima di potersi sottoporre all’intervento.

Riteniamo sia necessario continuare ad animare il dibattito su come garantire la piena applicazione della Legge 194 dato che, in tutto il paese, le alte percentuali di obiezione di coscienza stanno di fatto svuotando i contenuti della Legge stessa.

Va ricordato che l’articolo 9 della Legge 194 pur disponendo che gli enti ospedalieri sono tenuti, in ogni caso, ad assicurare l’espletamento delle procedure di interruzione di gravidanza nei termini indicati dalla legge  e che spetta alle Regione il compito di garantire il servizio anche attraverso la mobilità del personale, tuttavia non dà indicazioni su come regolamentare il numero di medici obiettori e non obiettori.

Per questo promuoveremo una petizione in cui si chiede alla Regione di approvare un protocollo per l’applicazione della legge 194 che fissi i criteri organizzativi e la percentuale minima di personale non obiettore per ciascuna categoria professionale (medici, anestesisti, infermieri e personale esercente attività ausiliarie)

L’incontro che si terrà oggi pomeriggio alle 17:00 presso il Centro per le Donne di Jesi con Tiziana Antonucci e Renato Biondini, rispettivamente delle Associazioni AIED e Luca Coscioni, va in questa direzione: faremo il punto sull’applicazione della Legge 194 nelle Marche e approfondiremo le tematiche relative all’aborto farmacologico.

Proprio perché non consideriamo rimossi quegli ostacoli che hanno portato e potrebbero riportare a casi analoghi a quello jesino, auspichiamo una piena partecipazione all’evento.

5 possibili soluzioni per la piena efficienza del servizio pubblico di IVG

6 Feb

Fonte: AIED

Garantire la piena applicazione della legge 194 senza ledere il diritto delle donne che decidono d’interrompere la gravidanza e quello dei medici che decidono di obiettare non è difficile: basta volerlo fare”. Sono queste le parole con cui il Mario Puiatti (presidente dell’Aied) e Filomena Gallo (segretaria dell’Associazione Luca Coscioni) accompagnano il documento sulle possibili soluzioni da adottare a garanzia della piena efficienza del servizio pubblico di IVG, inviato a tutti i Presidenti e assessori alla sanità delle Regioni.

Il documento è stato inviato il 6 giugno 2012 a tutti i Presidenti e assessori alla sanità delle Regioni.

Le 5 proposte sono:

    • Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza;
    • Elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza;
    • Concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG.
    • Utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori;
    • Deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di IVG sono scoperti.

Le soluzioni proposte da Aied e Associazione Luca Coscioni sono state esposte al convegno “Obiezione di coscienza in Italia” svoltosi a Roma il 22 maggio 2012.

Leggi la SCHEDA RIASSUNTIVA del convegno.