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La beffa dell’Asur Marche

20 Feb

«In merito agli articoli apparsi sulla stampa, relativi alle interruzioni delle gravidanze all’ospedale di Jesi, la Direzione dell’Area Vasta 2 specifica che sono già state impartite le disposizioni per continuare a garantire il Servizio con personale medico dell’Ospedale di Fabriano, senza alcuna interruzione dell’attività.

Il Servizio di IVG è stato assicurato fino a tutto dicembre 2013 grazie all’invio quindicinale di un medico dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Fabriano, in quanto presso l’Ospedale di Jesi i medici sono tutti obiettori.

Poiché il relativo contratto era scaduto, è stato dato mandato di procedere ad un nuovo avviso, al fine di ricoprire quanto prima il Servizio di cui trattasi, che, nel frattempo non verrà comunque interrotto.

Si ringrazia per la cortese collaborazione».

IL DIRIGENTE AREA COMUNICAZIONE ASUR

(Dott. Alberto Lanari)

 

La nota stampa dell’Asur in risposta alla nostra denuncia della nuova interruzione del servizio di IVG all’ospedale di Jesi suona come una beffa. Il dott. Lanari forse non si rende conto di ciò che ha scritto: l’ultima giornata di interventi di IVG risale a metà dicembre, perciò l’attività è interrotta da ben 2 mesi.

La scadenza del contratto (dicembre 2013) era ben nota ai vertici dell’Asur già dal marzo 2013, quando fu firmato il provvedimento con il personale medico dell’Ospedale di Fabriano.

Il fatto che l’Asur stia impiegando già due mesi per rinnovare un contratto che garantisce il rispetto di una legge dello Stato è del tutto ingiustificato, inaccettabile e configura ipotesi di interruzione di pubblico servizio e responsabilità dei vertici dell’Asur e della Regione Marche.

Il dott. Lanari deve quindi spiegare perché l’Asur non abbia proceduto, entro il 31 dicembre 2013, al rinnovo del contratto. Se il contratto avesse riguardato un altro tipo di intervento, l’Asur si sarebbe permessa tale negligente e colposo atteggiamento?

Al nostro indirizzo mail stanno arrivando richieste di informazioni da parte di donne in difficoltà nel trovare garanzie su come e dove poter effettuare gli interventi di IVG, a conferma di quanto sta accadendo e del disagio che questa situazione sta provocando. Chiediamo al direttore generale dell’Asur Dr. Gianni Genga, al Direttore Sanitario Dr. Alessandro Marini e all’Assessore alla Sanità della Regione Marche Almerino Mezzolani (PD) se, di fronte alla salute delle donne, si possa continuare a sostenere che questi siano tempi leciti e rispettosi.

Ovviamente la domanda è retorica.

JESI DI NUOVO FUORI LEGGE (194)

17 Feb

«All’ospedale di Jesi non si effettuano interventi di interruzione volontaria di gravidanza da gennaio di quest’anno, posso darle l’appuntamento per la certificazione ma per l’intervento dovrà rivolgersi agli ospedali di San Severino o di Ascoli Piceno, vuole i contatti?»

ImmagineNon è un dejà vu: questa è la risposta che una donna ha ricevuto, lunedì scorso, rivolgendosi al consultorio di Jesi. A distanza di un anno, nel nostro ospedale il servizio di IVG è stato nuovamente sospeso, nell’indifferenza delle istituzioni locali e in sprezzo dell’articolo 9 della legge 194/78 che vieta esplicitamente l’obiezione di struttura, a garanzia del diritto di scelta della donna sulla sua salute riproduttiva. Una situazione già di per sé inaccettabile, a cui si aggiunge un altro episodio gravissimo, ma egualmente passato in sordina, che coinvolge ancora una volta il nostro consultorio: come denunciato dal consigliere regionale della Federazione della Sinistra Bucciarelli in un’interrogazione del 31 gennaio, ad essere sospeso da gennaio 2014 è anche il servizio di mediazione culturale che, rivolgendosi soprattutto donne e bambini, consentiva l’accompagnamento degli immigrati nei loro percorsi sanitari, favorendo l’integrazione, il rispetto del d.lgs. 288/99 e l’accesso ai servizi socio-sanitari.

Il Collettivo Via Libera 194 chiede con forza a Regione Marche, Asur a Comune di Jesi di risolvere una volta per tutte tali disservizi che, di nuovo, impediscono a noi cittadini di vedere garantiti i nostri diritti.

Ricordiamo che l’attività sociosanitaria rivolta alle donne, alle coppie e alle famiglie a tutela della maternità, per la procreazione responsabile e l’interruzione di gravidanza rientra tra le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire, come stabilito dall’allegato 1 del DPCM 29 novembre 2001 “Definizione dei Livelli essenziali di assistenza”.

A differenza di un anno fa, il “Collettivo Via Libera 194” avanza tali richieste a nome dei 4121 cittadini e dei 58 soggetti co-promotori che hanno firmato e sostenuto la petizione per la piena applicazione della legge 194/78, rivolta alla Regione Marche e consegnata lo scorso 19 dicembre 2013 al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio regionale e al Presidente della V Commissione consiliare permanente.

Non abbiamo ricevuto notizie dalla Regione Marche in merito a come si intendesse procedere riguardo alle richieste della petizione. Apprendiamo oggi che l’Ospedale di Jesi, decidendo di sospendere il servizio di IVG, sceglie di tornare ad operare nell’illegalità.

L’Assessore Mezzolani ci dà buca

27 Set

mezzolanirimandataOggi, 27 settembre, l’assessore alla Sanità della Regione Marche, Almerino Mezzolani, “per soppraggiunti impegni non può essere presente” all’appuntamento che aveva fissato con noi per la consegna delle firme per l’applicazione della legge 194.
Ci dà buca. L’incontro è rimandato a data da definirsi.
Abbiamo già chiesto un nuovo appuntamento ma nell’attesa non staremo con le mani in mano.
Vi teniamo aggiornati.