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Save the date: III congresso Laiga

30 Giu

Immaginea

Legge 194: relatori evento

20 Set

Legge 194: Obiezione senza coscienza.

Firma la petizione per non tornare indietro.

A 35 anni dalla sua applicazioe facciamo il punto sullo stato di salute della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

L’articolo 9 della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza è forse il suo tallone d’Achille, in quanto è l’articolo che prevede la possibilità per il medico di diventare obiettore. Il Collettivo Via Libera 194 in collaborazione con SNOQ Comitato 13 febbraio di Ancona, UAAR circolo di Ancona e Casa delle Culture di Ancona, organizza un evento per discutere proprio della legge e dell’obiezione di coscienza che è ormai arrivata a tassi di oltre il 70% con picchi del 90% e 100%, tale da sabotare di fatto la legge stessa. L’evento è l’atto finale di un percorso durato diversi mesi e dedicato alla promozione della petizione che il Collettivo ha lanciato in difesa della legge.

Quattro sono i relatori che interverranno: la filosofa e bioeticista Chiara Lalli, l’antropologa Silvia De Zordo, Anna Pompili membro LAIGA (Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della L. 194/78) e Carlo Flamigni membro Comitato Nazionale per la Bioetica. A loro si aggiungeranno dei ginecologi, operatori sanitari e cittadini che operano nelle Marche.

Chiara Lalli è l’autrice che ha probabilmente riportato al centro del dibattito nazionale l’obiezione di coscienza con il suo libro, C’è chi dice no – Dalla leva all’aborto, come cambia l’obiezione di coscienza (2011), dove analizza l’evoluzione del termine e del concetto di obiezione. Un testo significativo che mette a nudo le contraddizioni e le ambiguità che si celano spesso dietro questa scelta, a cominciare da quello che ne fa il nodo portante, ossia il rapporto “tra le scelte individuali e le leggi dello Stato”.

Silvia De Zordo insegna presso l’Università di Barcellona e ha condotto una interessatissima ricerca sul campo riguardo all’obiezione di coscienza presso gli ospedali di due città fondamentali come Milano e Roma.

Anna Pompili è ginecologa non obiettrice membro, come già detto, della LAIGA, e come tale si adopera per la piena applicazione della 194. Cosa significa essere non obiettori in regioni come il Lazio dove ha sede la LAIGA e dove il tasso di obiezione supera l’80%?

Infine Carlo Flamigni, figura di riferimento per quanto concerne la materia, è stato libero docente in Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Bologna, ha scritto numerosissimi articoli scientifici e diverse monografie anche di carattere divulgativo sulla sterilità, la fecondazione, la contraccezione e la pillola del giorno dopo.

La legge 194 va difesa e soprattutto va applicata e il dibattito costituirà un’occasione unica per informarsi, riflettere e capire.

21settembre

Il comunicato stampa di LAIGA sullo stato di applicazione della legge 194

17 Set

Comunicato stampa

La relazione del Ministro della Salute sullo stato di applicazione della legge 194 conferma la netta riduzione dei tassi di abortività nel nostro Paese, sottolineando il dato di fatto che la legge funziona, nonostante gli innumerevoli attacchi subiti nei 35 anni trascorsi dalla sua approvazione.

Apprendiamo con favore la notizia della attivazione di un tavolo tecnico con le regioni, per avviare un monitoraggio riguardante le singole strutture ospedaliere e i consultori, per individuare le criticità, già più volte denunciate da LAIGA e dalle numerose associazioni impegnate per la piena applicazione della legge e riportate con allarme e grande preoccupazione nel dibattito alla Camera citato nella relazione stessa.

Senza dubbio la maggiore criticità è rappresentata dall’uso strumentale del “diritto” all’obiezione di coscienza. In questo senso, come da noi più volte denunciato, i dati reali si discostano notevolmente da quelli ufficiali riportati dal ministro, che non tengono conto dell’esistenza di una “obiezione di struttura”: in molti ospedali del nostro paese, infatti, i servizi per le interruzioni volontarie di gravidanza semplicemente non esistono, per cui i medici che lavorano in queste strutture, obiettori di fatto, non hanno alcun motivo di sollevare obiezione di coscienza, e vengono spesso conteggiati fra i non obiettori. In proposito, colpiscono le conclusioni della ministra: anche se un  numero altissimo di ginecologi è obiettore di coscienza, poiché il numero di IVG/anno è più che dimezzato, il numero di non obiettori sarebbe congruo al numero complessivo di IVG. E’ evidente, invece, che le differenze abissali esistenti tra le varie regioni, riportate peraltro nella relazione stessa, rendono assolutamente non significativo il dato riportato su scala nazionale.

Confidiamo allora che il tavolo tecnico da lei approntato  possa riportare alla ministra notizie e dati sulle reali condizioni di lavoro dei pochi ginecologi che ancora permettono che una legge dello stato venga applicata, nonché sugli ostacoli che incontra il diritto alla salute delle donne nella stragrande maggioranza delle regioni del nostro paese.

Confidiamo inoltre che il tavolo tecnico possa riportare alla ministra notizie sulle tante donne  costrette a migrare in altre provincie o regioni per interrompere una gravidanza indesiderata, nonché sulle tante donne costrette a migrare all’estero per l’aborto terapeutico.

I media hanno acceso i riflettori sul possibile ritorno, nel nostro paese, dell’aborto clandestino, soprattutto tra le cittadine straniere, ma non solo. Vi accenna anche la relazione della ministra, riportando una stima che fa riferimento ad una rilevazione del 2005; si ripete qui la stessa ammissione di assoluta ignoranza dei dati, che hanno già fatto i ministri precedenti, purtroppo senza dire cosa si vuol fare per valutare l’entità del problema e per limitarne la diffusione.

I dati riportati sull’IVG farmacologica confermano che si tratta di una procedura sicura a cui ogni donna dovrebbe poter avere accesso. Purtroppo dalla relazione della ministra non si sottolinea come nel nostro paese scegliere l’aborto farmacologico è ancora, per tantissime donne, un diritto negato. Nella quasi totalità delle regioni italiane, infatti, per l’IVG medica è previsto il ricovero ordinario, con maggiori costi sanitari e difficoltà burocratiche a volte insormontabili. Un maggiore ricorso all’IVG medica in regime di DH, come suggerito dal report di epicentro, il portale dell’Istituto superiore di sanità, permetterebbe una riduzione dei tempi di attesa, che significa, dal punto di vista medico, una minore incidenza di complicazioni, e dunque un’azione a salvaguardia della salute delle donne.

La relazione ci ricorda infine l’importanza della prevenzione, “obiettivo primario delle scelte di sanità pubblica”; senza dubbio la diffusione della conoscenza e dell’uso dei metodi contraccettivi è il fulcro di questo impegno. Confidiamo pertanto che la ministra si adoperi in questo senso, appoggiando anche la nostra battaglia per abbattere gli ostacoli alla contraccezione di emergenza, perché la pillola del giorno dopo possa essere dispensata come prodotto da banco, come avviene ormai in un grandissimo numero di paesi nel mondo.

I ginecologi i di LAIGA

(Libera Associazione Italiana Ginecologi per la Applicazione della legge 194).

www.laiga.it

Sabato 21 settembre, dibattiti e performance sulla 194 alla Casa delle Culture di Ancona

14 Set

21settembre

https://www.facebook.com/events/1386744508223410

LAIGA: un’adesione importante

5 Giu

nuova adesioneLa petizione lanciata dal Collettivo via Libera 194 ha un nuovo, importante co-promotore. In queste ore ci è giunta, infatti, un’adesione particolarmente significativa, quella di LAIGA – Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Attuazione della legge 194. Fondata il 10 giugno 2008 grazie all’impegno di un gruppo di ginecologi non obiettori, Laiga ha come scopo la tutela dei fondamentali diritti degli operatori e delle donne che usufruiscono della legge 194/78. La presenza di Laiga tra i co-promotori della petizione aggiunge nuova forza alle nostre richieste.
Grazie Laiga!

www.laiga.it

2° convegno di LAIGA

10 Mar

L’8 e il 9 marzo 2013 a Roma si è tenuto il secondo convegno nazionale di LAIGA, Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Attuazione della legge 194.

Si è parlato di prevenzione, contraccezione di emergenza e post ivg, metodo farmacologico, ivg tra scienza e società e molto altro.

Qui puoi leggere il programma.
Qui puoi ascoltare l’intero convegno (fonte: Radioradicale).

LAIGA: dalla parte del medico

23 Gen

In Italia esiste un’associazione che riunisce i medici ginecologi non obiettori con lo scopo di migliorare e salvaguardare l’applicazione della legge 194. È nata nel giugno 2008 e si chiama LAIGA: Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Attuazione della legge 194.

Qui il loro SITO.