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Legge 194: letture e performance dell’evento

20 Set

Legge 194: Obiezione senza coscienza.

Firma la petizione per non tornare indietro.

A 35 anni dalla sua applicazioe facciamo il punto sullo stato di salute della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

C’è un’arte scollata dalla politica, un’arte che volteggia in un iperuranio a se stante, un mondo rarefatto che poco si cura di ciò che lo circonda e c’è un’arte che sta nel mondo, di quel mondo si ciba e si nutre, a quel mondo fa costante riferimento, mostrandone contraddizioni e bellezze. Prendiamo la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, prendiamo la condizione femminile. Se ne parla tantissimo, a volte anche a sproposito, ma l’arte che alcuni definiscono ‘civile’, altri ‘impegnata’, è in grado di darne una visione stratificata, intensa e provocatoria.

A tal proposito, domani, sabato 21 settembre dalle ore 21 circa, questo secondo tipo di arte vivrà un suo momento importante nella seconda parte dell’evento Legge 194: Obiezione senza coscienza. Forma la petizione per non tornare indietro, organizzato dal Collettivo Via Libera 194 in collaborazione con le sezioni locali di SNOQ (Se Non Ora Quando), Comitato 13 febbraio e dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), presso la Casa delle Culture di Ancona. Evento che si aprirà con un dibattito assieme ad esperti e operatori del settore. Evento che è anche l’ultima tappa per la raccolta firme della petizione che il Collettivo ha lanciato in difesa della legge.

La prima a parlare sarà la poeta e scrittrice Alessandra Carnaroli che leggerà alcune sue poesie sull’aborto e sul femminicidio. Lo stile di Carnaroli è dirompente, crudo e mai scontato. Le parole nei suoi testi si rincorrono, si appiccicano e spezzano per ricomporsi in inusuali immagini di senso. In particolare sul femminicidio Carnaroli ha pubblicato il libro Femminimondo (2011) edito da Polimata.

Seguirà una performance di teatro/teatro danza dell’associazione Aradia, intitolata Layla vuole uscire dalla scatola, dove gli stereotipi in cui vengono intrappolate le donn sono esemplificate dalla metafora della scatola, “simbolo di una struttura limitante”, che assume di volta in volta la forma di un velo da sposa, un corpetto taglia 42 o un paio di scarpe coi tacchi.

Poi vi sarà Meri Bracalente che leggerà un estratto dal libro di Chiara Lalli, C’è chi dice no – dalla leva all’aborto come cambia l’obiezione di coscienza (2011). Bracalente fa parte del Teatro Rebis di Macerata che dal 2003 produce spettacoli incentrati sulla sperimentazione linguistica in ambito teatrale e performativo. L’estratto in questione fa riferimento alla figura di Antigone, protagonista dell’omonima tragedia di Sofocle, che in più di un’occasione è stata presa come esempio per sostenere la validità dell’obiezione di coscienza, nonostante la sua scelta sia molto diversa da quella portata avanti dagli obiettori. La sua scelta, infatti comporta una conseguenza radicale, che è la morte, una conseguenza di cui ella è pienamente consapevole, mentre se un medico diviene obiettore, non vi è nessuna conseguenza particolare per la sua persona, anzi spesso vi è un avanzamento di carriera.

A seguire vi sarà l’attrice e drammaturga Debora Binci, in arte Binju, che proporrà un monologo semibuffo ispirato ad una ginecologa obiettrice, un taglio che si prefigura interessante, soprattutto alla luce del dibattito previsto per il pomeriggio. Binju fa parte del gruppo teatrale ReSpirale Teatro. Teatro solubile ad alta digeribilità ed ha una formazione poliedrica che spazia dalla Commedia dell’Arte al teatro alla danza indiana Bharata Natyam.

A chiudere in bellezza la serata vi sarà Silvia Paglioni, la cui formazione include la performance e il teatro sia di parola che fisico. Paglioni si è già occupata di tematiche femminili con lo spettacolo Monoluoghi, fatto assieme ad altre tre attrici, che ha girato nei teatri di Ancona lo scorso inverno. Proporrà un breve monologo, ripreso da Chiamatemi strega che Barbara Giorgi scrisse per Franca Rame e che Paglioni ha rielaborato in alcuni passi. Concludere la serata con un riferimento, oseremmo dire un saluto immaginario, a Franca Rame non potrà che essere di buon auspicio per la Legge 194 e la sua piena applicazione!

21settembre

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Legge 194: relatori evento

20 Set

Legge 194: Obiezione senza coscienza.

Firma la petizione per non tornare indietro.

A 35 anni dalla sua applicazioe facciamo il punto sullo stato di salute della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

L’articolo 9 della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza è forse il suo tallone d’Achille, in quanto è l’articolo che prevede la possibilità per il medico di diventare obiettore. Il Collettivo Via Libera 194 in collaborazione con SNOQ Comitato 13 febbraio di Ancona, UAAR circolo di Ancona e Casa delle Culture di Ancona, organizza un evento per discutere proprio della legge e dell’obiezione di coscienza che è ormai arrivata a tassi di oltre il 70% con picchi del 90% e 100%, tale da sabotare di fatto la legge stessa. L’evento è l’atto finale di un percorso durato diversi mesi e dedicato alla promozione della petizione che il Collettivo ha lanciato in difesa della legge.

Quattro sono i relatori che interverranno: la filosofa e bioeticista Chiara Lalli, l’antropologa Silvia De Zordo, Anna Pompili membro LAIGA (Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della L. 194/78) e Carlo Flamigni membro Comitato Nazionale per la Bioetica. A loro si aggiungeranno dei ginecologi, operatori sanitari e cittadini che operano nelle Marche.

Chiara Lalli è l’autrice che ha probabilmente riportato al centro del dibattito nazionale l’obiezione di coscienza con il suo libro, C’è chi dice no – Dalla leva all’aborto, come cambia l’obiezione di coscienza (2011), dove analizza l’evoluzione del termine e del concetto di obiezione. Un testo significativo che mette a nudo le contraddizioni e le ambiguità che si celano spesso dietro questa scelta, a cominciare da quello che ne fa il nodo portante, ossia il rapporto “tra le scelte individuali e le leggi dello Stato”.

Silvia De Zordo insegna presso l’Università di Barcellona e ha condotto una interessatissima ricerca sul campo riguardo all’obiezione di coscienza presso gli ospedali di due città fondamentali come Milano e Roma.

Anna Pompili è ginecologa non obiettrice membro, come già detto, della LAIGA, e come tale si adopera per la piena applicazione della 194. Cosa significa essere non obiettori in regioni come il Lazio dove ha sede la LAIGA e dove il tasso di obiezione supera l’80%?

Infine Carlo Flamigni, figura di riferimento per quanto concerne la materia, è stato libero docente in Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Bologna, ha scritto numerosissimi articoli scientifici e diverse monografie anche di carattere divulgativo sulla sterilità, la fecondazione, la contraccezione e la pillola del giorno dopo.

La legge 194 va difesa e soprattutto va applicata e il dibattito costituirà un’occasione unica per informarsi, riflettere e capire.

21settembre

Sabato 21 settembre, dibattiti e performance sulla 194 alla Casa delle Culture di Ancona

14 Set

21settembre

https://www.facebook.com/events/1386744508223410

Jesi e la sua Valle – Un diritto negato

24 Feb

Da Jesi e la sua Valle del 23 febbraio 2013, un articolo di Carla Troiani
(clicca sull’articolo per ingrandirlo)
Jesi e la sua Valle 23febbraio

Aborti negati, non basta Senigallia. Le pazienti devono andare ad Ascoli.

20 Feb

Riportiamo l’articolo di Sara Ferreri pubblicato su il Resto del Carlino,
mercoledì 20 febbraio 2013.

Clicca sull’immagine per ingrandire

Resto del Carlino_20 febbraio 2013_bassa

Jesi, incontro sulla legge 194: partecipazione e proposte

19 Feb

LOGO VIALIBERADomenica 17 febbraio 2013 si è tenuto, presso il Centro per le Donne di Jesi, l’incontro pubblico Legge 194: se la conosci, la difendi, organizzato dal Collettivo via Libera 194, in collaborazione con la Casa delle Donne, la Casa delle Culture, l’UDI Jesi, le associazioni La Strada di Sergio e SpaziOstello Onlus.

L’intento dell’incontro era quello di leggere gli articoli della legge 194, commentarli e integrarli con video, interventi e testimonianze relativi all’interruzione volontaria di gravidanza.

Uno dei motivi che ci ha spinto ad organizzare questo evento è la necessità di informare i cittadini sui diritti che la legge 194 tutela per riaccendere una riflessione culturale attorno alla tematica della salute della donna e della procreazione responsabile. Per questo abbiamo lanciato l’idea di rendere itinerante la lettura-commento della legge, invitando i presenti ad ospitare questo evento presso le sedi delle loro associazioni o dei loro circoli culturali. Vorremmo infatti riproporre questo evento anche in altri luoghi della città di Jesi, della Vallesina e non solo.

L’incontro è stato molto significativo anche perché donne che negli anni Settanta hanno lottato per l’approvazione della legge 194 si sono confrontate con le donne e gli uomini che oggi hanno deciso di difendere quella stessa legge.

La partecipazione è stata ampia, con molte donne di fasce d’età differenti e alcuni uomini. In particolare il Collettivo ha apprezzato la presenza di due rappresentanti delle istituzioni locali: Barbara Traversi, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Jesi e Paola Moreschi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Santa Maria Nuova.

Gli interventi e le testimonianze sono stati vari ed hanno toccato gli aspetti fondamentali della legge: l’importantissima funzione svolta dal consultorio, nell’assistere la donna, in tutte le fasi della sua vita, compreso il momento in cui decide di interrompere la gravidanza e che oggi è depauperato di risorse a causa dei continui tagli alla sanità; il concetto di autodeterminazione delle donne che ha dato la svolta alla legge 194, contribuendo ad affidare la scelta di interrompere la gravidanza alla donna e non al medico, fino alla più recente figura del mediatore culturale, indispensabile per far conoscere e rendere accessibile anche alle donne migranti il diritto all’IVG.

Tra i temi più dibattuti della serata, anche quello dell’obiezione di coscienza che resta il tallone d’Achille della legge. La legge 194 stabilisce che spetta alle regioni vigilare e garantire affinché le strutture pubbliche effettuino, in ogni caso, gli interventi di IVG, al termine dell’iter regolato dalla legge stessa, tuttavia, non fissando dei criteri organizzativi specifici né il tetto massimo di obiettori per struttura, di fatto rende possibile situazioni analoghe a quella jesina (e diffuse in tutto il territorio) in cui l’obiezione di coscienza sollevata da tutti i ginecologi pregiudica l’attuazione della legge e comporta la sospensione del servizio, come avviene nel nostro Comune, dal mese di luglio 2012.

Da quanto è emerso nel corso della serata, attualmente le donne che decidono di interrompere la gravidanza, pur svolgendo ogni accertamento presso il Consultorio di Jesi, vengono indirizzate, per gli interventi, agli ospedali di Ascoli Piceno o di San Severino perché quelli più vicini di Ancona, Senigallia e Fabriano non riuscirebbero a far fronte alle richieste, eccessive rispetto alle loro diponibilità.

La serata è stata animata anche da un dibattito sulle possibili soluzioni e strategie da adottare – sia per vie istituzionali, sia attraverso iniziative di mobilitazione civile – per riuscire ad ottenere un cambio di rotta dalla Dirigenza Asur e dall’Assessore regionale alla Sanità Almerino Mezzolani.

Il Collettivo ha inoltre presentato l’idea per una PETIZIONE da rivolgere alla Regione Marche – quale garante del diritto alla salute di tutti i cittadini – che richieda non solo la piena applicazione della legge 194 in tutte le strutture regionali, ma solleciti anche il potenziamento dei consultori e l’aggiornamento dei medici sulle tecniche abortive più innovative, per un’attenzione sempre maggiore verso la dignità fisica e psichica della donna. Un punto questo che ci ha portato a inserire, nella bozza della petizione, il richiamo alla pillola RU486 per l’aborto farmacologico. Sarà difatti dedicato all’approfondimento dei rischi e dei vantaggi di questa metodologia abortiva il prossimo incontro di sabato 2 marzo 2013, a cui parteciperà Renato Biondini, responsabile della cellula anconetana dell’Associazione Luca Coscioni.

La petizione, per ora in fase di bozza, avrà più forza se sarà sostenuta dal maggior numero possibile di co-promotori che vorremmo riuscire a coinvolgere su tutto il territorio regionale, nell’intento di fare rete per il perseguimento di uno scopo comune.

Dal punto di vista delle istituzioni, va in questa direzione la proposta lanciata durante l’incontro da Paola Moreschi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Santa Maria Nuova: una volta ottenuti i dati da lei formalmente richiesti al Consultorio familiare e all’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia di Jesi, l’Assessore Moreschi intende coinvolgere tutti i Sindaci e gli Assessorati di competenza rientranti nel distretto sanitario dell’Area Vasta 2 per definire una strategia politica condivisa e avanzare insieme una richiesta formale alla Regione e all’Asur Marche, per la piena applicazione della legge 194.

Siamo fiduciose che la proposta sarà accettata e condivisa, non solo dall’Assessore Traversi ma anche dal Sindaco di Jesi Massimo Bacci.

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Qui trovate qualche foto della serata.
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Domenica 17 febbraio: incontro pubblico sulla Legge 194 a Jesi

14 Feb

I diritti non si conquistano una volta per sempre, anche se sono scritti nero su bianco su una legge dello Stato, perché la legge potrebbe non essere applicata, come sta succedendo oggi nella nostra città. Bisogna saperli conservare ed essere disposti a difenderli, i diritti. Ma per farlo è necessario innanzitutto conoscerli.

Ecco perché vi invitiamo a partecipare al primo incontro pubblico dedicato alla legge 194 domenica 17 febbraio 2013 alle 17:oo in Via Colocci 6 (Jesi). Vogliamo ridare centralità alla legge sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza, leggendola e commentandola insieme, articolo per articolo, accompagnando la lettura con i racconti e le testimonianze dirette di tante donne, con proiezioni, video-interviste, interventi del Collettivo e delle Associazioni che hanno organizzato insieme a noi l’iniziativa.

All’incontro di domenica vi parleremo anche della petizione popolare che intendiamo presentare alla Regione Marche e che vi inviteremo a firmare, una volta pronta.

A presto.

17febbraio

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