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Save the date: III congresso Laiga

30 Giu

Immaginea

ABORTO: L’EUROPA BACCHETTA LE MARCHE. Di Daniela Barbaresi – Segretaria CGIL Marche

1 Apr

Riportiamo il comunicato stampa della CGIL Marche su aborto e obiezione di coscienza.

L’elevato numero di medici obiettori di coscienza viola il diritto alla salute delle donne che intendono interrompere la gravidanza, diritto alla salute previsto dall’art. 11 della Carta sociale europea. Ad affermarlo è il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa che, alcuni giorni fa, ha risposto al reclamo collettivo presentato oltre un anno fa da diverse organizzazioni e sostenuto anche dalla CGIL.

Dunque, l’Europa bacchetta l’Italia che violerebbe i diritti delle donne a causa della diffusa obiezione di coscienza che impedirebbe la piena e corretta applicazione della Legge 194/78 e indigna che, a 36 anni dall’entrata in vigore della legge, si debba ricorrere all’Europa per veder riconoscere il diritto alla libertà e alla salute delle donne.

Bacchettate arrivano anche alle Marche: nel documento del Comitato europeo dei diritti sociali vengono citati negativamente anche i casi di tre strutture ospedaliere marchigiane e, in particolare, l’ospedale di Jesi, l’ospedale di Fano e l’ospedale di Fermo, nei quali tutti i medici sono obiettori e ciò violerebbe le previsioni della Legge 194/78 e soprattutto i diritti delle donne.

Un sostegno al ricorso è stato fornito anche dall’Assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani, il quale, in un’apposita nota che ci ha inviato, ha riconosciuto che “nella regione Marche si registra una forte difficoltà a seguito del ricorso all’obiezione di coscienza da parte di molti professionisti. Ciò rende critica l’applicazione della legge e realizza come conseguenza una difformità di accesso ai servizi previsti dalla normativa, creando discriminazione per le donne residenti”. Inoltre, “in alcune situazioni maggiormente critiche, siamo stati costretti ad usufruire di convenzioni esterne per colmare la carenza organizzativa”.

Vogliamo ringraziare l’assessore Mezzolani per la sua attenzione e disponibilità ma, a questo punto, chiediamo alla Regione un intervento chiaro, tempestivo e strutturale affinché vengano pienamente garantiti su tutto il territorio marchigiano i servizi previsti dalla legge per tutelare la salute e i diritti delle donne.

Secondo i dati forniti dalla Regione relativi alla presenza di medici e paramedici obiettori di coscienza nelle varie strutture ospedaliere marchigiane, il quadro che emerge è sconsolante: a fine 2012 gli obiettori rappresentano il 68% dei medici (ginecologi e anestesisti) e il 73% dei paramedici.

Ma ciò che preoccupa è che, in 3 intere Aree Vaste tutti i medici, anestesisti e paramedici sono obiettori (Area Vasta 3, Area Vasta 4 e Area Vasta 5), mentre all’ospedale di Fano il 92% del personale paramedico è obiettore, rendendo praticamente impossibile effettuare interventi di interruzione di gravidanza.

Il ricorso massiccio all’obiezione di coscienza sta svuotando di significato la Legge 194, negando i diritti delle donne e penalizzando medici e infermieri non obiettori sui quali ricade tutto il carico delle interruzioni di gravidanza.

Pertanto, chiediamo che la direzione dei presidi in cui si effettua l’interruzione di  gravidanza sia affidata a chi non è obiettore e che il requisito della non obiezione sia introdotto per chi deve essere assunto o trasferito in presidi con oltre il 50% di obiettori. Chiediamo inoltre che la Regione attui l’istituto della mobilità, previsto dalla stessa Legge 194/78 per coprire le carenze di medici e infermieri non obiettori.

Inoltre, occorre che, dopo Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio, anche la Regione Marche consenta la somministrazione della RU486 in day hospital.

Ancona, 1 aprile 2014

cgil tabella

ATTENZIONE: marcia dei dizionari rimandata

20 Mar

Ci dispiace dovervi comunicare che la marcia dei dizionari, prevista per sabato 22 marzo, non si potrà più svolgere perché lo spazio che abbiamo richiesto era già occupato da un altro evento concomitante.
Ma questo vuol dire che – in attesa di stabilire una nuova data – abbiamo più tempo per raccogliere dizionari e libri in lingua straniera.

Diamoci da fare!

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ABORTO, INDIETRO TUTTA. Da un articolo dell’Unità

7 Dic

RESISTENZA. Ci piace essere citati sotto questo sottotitolo perché l’Italia non può essere solo il paese dal quale è meglio andarsene o, come in questo caso, si è obbligati a farlo per vedere rispettato il proprio diritto alla salute e all’autodeterminazione. I dati che ci restituisce la lettura di questo articolo sono più che preoccupanti: dall’obiezione di coscienza, prevista dall’articolo 9 della Legge 194, si passa in troppi casi a vere e proprie obiezioni di struttura ma poiché sempre in base all’articolo 9 “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale” ci troviamo di fronte a situazioni di vera e propria illegalità.

Ancora più preoccupante che si possa leggere il dato di una generale diminuzione di interventi di IGV su tutto il territorio nazionale, come un dato “tutto” positivo, ovvero, senza associarlo alla fotografia REALE del paese che ci mostra come in moltissime città e regioni sia diventato IMPOSSIBILE accedere al servizio di interruzione volontaria di gravidanza, come contemporaneamente ci sia un ritorno agli aborti clandestini e, con l’avvento di internet, un affidamento alla rete per l’acquisto di farmaci abortivi online. Sarebbe sinonimo di un paese più civile poter associare questo trend, a distanza di 35 anni dalla Legge 194, ad una più diffusa informazione in materia sessuale, al potenziamento dei consultori pubblici e ad un maggiore accesso alla contraccezione. 

Noi del Collettivo Via Libera 194 insieme agli altri 58 co-promotori e a tutte le 4.000 persone che hanno firmato la nostra Petizione regionale per la piena applicazione della Legge 194/78 intanto, non senza far niente! stiamo ancora attendendo un incontro con l’Assessore Mezzolani. Come si dice nell’articolo il problema è che le firme sono pronte ma nessuno vuole riceverle.

Aborto, indietro tutta – L’Unità – giov 5 dic 2013

Firmiamo la petizione in difesa della 194! La 194 riguarda tutti!

22 Mag

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Cosa direbbero gli uomini se fossero loro a restare incinta? Cosa farebbero dei loro corpi? Li lascerebbero controllare da altre persone e/o istituzioni? O lotterebbero per poter essere loro a decidere se portare o meno avanti una gravidanza?

A questo proposito, la pubblicità qui inserita fa riflettere. Mostra un adolescente incinto, con a fianco la scritta “inaspettato? La maggior parte delle gravidanze fra le adolescenti lo è”. È stata promossa dal Dipartimento per la Salute della città di Chicago per aumentare la consapevolezza fra i ragazzi ad avere rapporti sicuri e prevenire così il numero di gravidanze indesiderate fra le adolescenti.

Oggi la legge 194 in Italia compie 35 anni. È una legge che sancisce la libertà della donna di scegliere sul proprio corpo. È una legge importante che però viene costantemente sabotata ed attaccata.

Il Collettivo Via Libera 194 ha lanciato una petizione per salvaguardare la sua applicazione (qui il link). Firmiamo la petizione, difendiamo la legge 194, perché la libertà di scelta riguarda tutti, uomini e donne.

 

La legge 194/78 compie 35 anni, al via una petizione regionale per la sua piena applicazione

22 Mag

35anni

22 maggio 2013

Il 22 maggio 1978 viene promulgata la legge 194 allo scopo di promuovere la tutela sociale della maternità, il diritto alla procreazione cosciente e responsabile e regolamentare l’interruzione volontaria di gravidanza.

La legge 194/78 è confermata con consultazione referendaria il 17 maggio 1981.

A 35 anni dalla sua approvazione, la legge 194/78 non viene ancora pienamente applicata da molte Regioni, a causa dei tagli alle risorse da destinarsi ai consultori e servizi sociosanitari ed alte percentuali di obiezione di coscienza di medici e personale sanitario.

Tutto questo a scapito del diritto alla salute della donna e a svantaggio del personale non obiettore che, spesso, non è sostenuto dalle strutture ospedaliere in cui opera.

Per questo, il Collettivo Via Libera 194 lancia ufficialmente una petizione da presentare alla Regione Marche, affinché vengano garantiti i diritti sociosanitari legati alla salute riproduttiva della donna sanciti dalla Legge 194/78.

Ad oggi la petizione è sostenuta dai seguenti soggetti co-promotori: Comitato “Se non Ora quando-13 Febbraio di Ancona”, U.D.I. – Unione donne in Italia – sede di Jesi, AIED –Associazione Italiana Educazione Demografica, gruppo di Ascoli Piceno, ass. Luca Coscioni di Ancona, ass. Ambasciata dei diritti Marche di Jesi e di Ancona, Casa delle culture di Jesi, Casa delle donne di Jesi, Ya Basta Marche, Spazio Comune Autogestito TnT di Jesi, Emergency-gruppo di Jesi e di Fabriano, ass. SpaziOstello Onlus di Jesi, ass. La strada di Sergio di Jesi, Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi, Reasonanz Associazione Culturale, Comune e Assessorato alle Pari Opportunità di Santa Maria Nuova (AN), ANPI – sezione di Jesi, SEL Fabriano, ass. Artemisia – Fabriano, Pdci Jesi – Sezione O. Capecci, Pdci Ancona – Sezione T. Modotti, CGIL Territoriale di Ancona, ACU Gulliver – Sinistra Universitaria – Ancona, PRC – Circolo Karl Marx di Jesi, ARCI – Comitato territoriale Jesi-Fabriano.

Quattro sono le richieste

  • la piena applicazione della legge 194/78;
  • il potenziamento dei consultori pubblici e della rete pubblica dei servizi sociosanitari;
  • l’affidamento al Difensore civico della Regione Marche dei compiti di raccolta delle segnalazioni di inattuazione della L. 194/78 e monitoraggio annuale del numero di obiettori di coscienza per categoria professionale nelle strutture ospedaliere e consultoriali della Regione;
  • l’adozione di linee guida regionali per la somministrazione in day hospital della pillola RU486 per l’aborto farmacologico, come previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e già applicato nelle regioni Umbria, Toscana ed Emilia Romagna oltre che in Francia, Germania, e Gran Bretagna.

Perché una petizione
A luglio 2012, nell’ospedale di Jesi, gli interventi di IVG sono stati sospesi in seguito all’obiezione di coscienza sollevata da tutti i ginecologi della struttura. Ci sono voluti ben 9 mesi prima che la Regione Marche si adoperasse per riattivare il servizio e per ripristinare così lo stato di legalità nell’ospedale jesino, oltretutto in maniera parziale e precaria.

Inoltre, nelle città di Fermo e Fano, viene tutt’oggi negata alle donne la possibilità di interrompere la gravidanza nell’ospedale pubblico cittadino, nonostante gli enti ospedalieri siano tenuti ad assicurare gli interventi di IVG e le Regioni siano obbligate a controllare e garantire l’attuazione della Legge 194/78.

La piena attuazione comprende, inoltre, i servizi di prevenzione e tutela della salute, della sessualità della donna e della maternità responsabile forniti dai consultori pubblici, il cui ruolo, così come delineato dalla Legge 194/78 è oggi, decisamente compromesso.

Come firmare la petizione

  • scarica la petizione dal nostro blog https://vialibera194.wordpress.com, stampa, firma e fai firmare, infine, contattaci via mail – vialibera194@gmail.com – per sapere qual è il “punto 194” più vicino a cui consegnare le firme.
  • ai banchetti “punto 194”: sul blog e sulla nostra pagina Facebook indicheremo dove e quando sono previsti.
  • presso le sedi dei soggetti promotori della petizione.

Come aderire e diventare soggetto co-promotore della petizione
Comunicando la vostra adesione via mail – vialibera194@gmail.com – e indicando l’esatta dicitura con cui volete essere menzionati. L’elenco aggiornato dei co-promotori è pubblicato QUI.

Come diventare “punto 194”
Per garantire la diffusione capillare della petizione e agevolare la raccolta delle firme chiediamo ai soggetti promotori di mettere a disposizione, se possibile, la propria sede quale punto di raccolta delle firme o di organizzare dei banchetti. Comunicateci la vostra disponibilità, indirizzo e un recapito telefonico, li indicheremo sul nostro blog.

 

BUON COMPLEANNO, 194!

Il Centro Studi Libertari di Jesi è “PUNTO 194”: 300 firme in poche settimane

22 Mag

punto 194 centrostudilibertariAl Centro Studi Libertari di Jesi, in Via Pastrengo 2, la mobilitazione in difesa della legge 194 non registra battute d’arresto: la petizione per la piena applicazione della legge sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza è stata firmata, ad oggi, da 300 persone. Continuate così!

Contatti:
Centro Studi Libertari, Via Pastrengo 2, Jesi (mappa)
blog http://cslfabbri.blogspot.it/
fb https://www.facebook.com/groups/201020167432/?fref=ts
email cslfabbri@gmail.com