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Importante evento ad Ancona: presentazione del libro “RU486 Non tutte le streghe sono state bruciate”, con il prof. Carlo Flamigni e Corrado Melega

28 Mar

Vi segnaliamo un’importante iniziativa organizzata da AIED e ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI domani 29 marzo alle 17:30 presso la Sala Convegni dell’Hotel City di Ancona.

La presentazione del libro RU486 – Non tutte le streghe sono state bruciate, con gli autori:

Prof. Carlo Flamigni, docente di Ginecologia e Ostetricia e Membro del Comitato Nazionale di Bioetica e Corrado Melega, Responsabile della commissione nascita Emilia Romagna e consigliere comunale (PD) di Bologna.

Sarà l’occasione per discutere dell’attuale stato di applicazione della L.194 e della non applicazione dell’aborto medico mediante l’RU486 nella Regione Marche.

Presenta il libro Tiziana Antonucci, vice presidente AIED Ascoli Piceno, coordina Renato Biondini, segretario Cellula di Ancona dell’Ass. Luca Coscioni.

 

Vi invitiamo a partecipare numerosi.

L’evento su Facebook: fate girare!

https://www.facebook.com/events/664008983658548/

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Di quel che è successo il 21 settembre: un resoconto

28 Set

Sabato 21 settembre alla Casa delle Culture di Ancona si è svolto l’incontro Legge 194. Obiezione senza coscienza, evento conclusivo della nostra campagna di raccolta firme per la petizione sulla piena applicazione della legge 194. La partecipazione è stata ampia, illuminanti gli interventi dei relatori nella prima parte della serata ed emozionanti quelli degli artisti nella seconda. Vogliamo condividere con voi il racconto di quel giorno e rendere partecipe chi non c’era dell’atmosfera che abbiamo respirato.

foto pubblico

La nostra giornata è iniziata al mattino ed è proseguita fin nel primo pomeriggio con la sistemazione della strumentazione tecnica, l’organizzazione degli spazi e il ripasso della scaletta.

provetecnicheMolte le esigenze tecniche, visto che avevamo due collegamenti via skype e la messa in onda di brani da un’intervista registrata. Poi l’arrivo delle performer, che avrebbero presentato i loro contributi sul tema della 194 e della donna in generale, e della dj con il suo sound check. Non avremmo saputo dove mettere le mani se non ci avessero aiutato GIANLUCA e FEDERICO dell’Associazione Culturale Reasonanz: senza di loro l’evento sarebbe stato una semplice chiacchierata al buio o quasi fra pochi intimi, senza skype, senza slide, senza dj, senza luci per le performer, senza un sacco di altra roba.

La tensione sabato si è fatta sentire, ma il risultato è stato eccellente, con una grande affluenza di pubblico e con una maggiore informazione sulla legge 194 e sulla piaga dell’obiezione di coscienza. Il tutto, come dicevamo, per celebrare la conclusione della raccolta firme per la petizione regionale che il Collettivo ha lanciato lo scorso maggio.

foto firme

Ma andiamo per ordine. Il dibattito.

obiezione grafico

Il Collettivo ha aperto con una breve riflessione sulla legge 194, che, come mostra il volantino dell’evento, è stata ed è tuttora una legge stropicciata perché applicata male e spesso svuotata di senso. A questo è seguito un intervento del COMITATO 13 FEBBRAIO SNOQ di Ancona che ha sottolineato l’importanza dell’autodeterminazione femminile per l’approvazione della legge. Poi si è entrati nel merito, con un tuffo nei dati emersi dalla Relazione del Ministero della Salute riguardanti l’applicazione della Legge 194 e l’obiezione di coscienza (dati definitivi relativi al 2011), illustrati dal ricercatore Fossa. Riassumiamo, per chi non era presente al dibattito, quelli che abbiamo discusso durante la serata: anche per il 2011 il trend delle IVG in Italia è stato in lieve diminuzione, al contrario l’obiezione di coscienza rimane stabile su percentuali molto alte (69,3% dei ginecologi, cioè più di 2 su 3, in media), 1/3 delle interruzioni di gravidanza è richiesto da donne con cittadinanza non italiana, sempre più interventi vengono effettuati tramite aborto farmacologico e le Marche sono l’unica regione a non utilizzare questa tecnica.

foto anna pompiliAbbiamo chiesto un commento alla nostra ospite ANNA POMPILI ginecologa di LAIGA (Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Applicazione della legge 194), che ha preso subito le distanze dai toni ottimistici utilizzati dalla ministra Lorenzin nella Relazione sull’applicazione della legge 194. Ci sono diverse criticità in questo documento, ha spiegato Pompili: innanzitutto i dati dovrebbero essere diramati annualmente nel mese di febbraio, mentre quest’anno, per esempio, sono usciti a settembre. Inoltre, la grave, ricorrente oltre che illegale “obiezione di struttura” non viene neanche menzionata nella relazione, a dimostrazione del fatto che vi è forse una tacita accettazione di questo stato di cose da parte del Governo. Infine, non ci sono indagini recenti sul fenomeno degli aborti effettuati al di fuori della legge 194 (aborti clandestini) e i soli dati a riguardo citati nella Relazione si riferiscono al 2005 (15.000 aborti clandestini). Tutto questo rende la fotografia dello stato dell’applicazione della legge in Italia piuttosto sfocata e poco aderente alla realtà.

foto lalli

È stata poi la volta del collegamento Skype con CHIARA LALLI, filosofa e giornalista prolifica riguardo al tema, autrice di diverse pubblicazioni su questioni di bioetica tra cui i recenti C’è chi dice no – dalla leva all’aborto come cambia l’obiezione di coscienza (Il Saggiatore, 2011) e A. La verità, vi prego, sull’aborto (Fandango, 2013). Alla domanda, apparentemente banale, «Cos’è l’obiezione di coscienza?», Lalli ha risposto che si tratta di una specie di anomalia, in quanto è un’opzione presente dentro a una legge e non un comportamento in sua opposizione, infatti l’articolo 9 della legge da un lato obbliga i medici a eseguire le IVG, dall’altro permette loro di sottrarsi a questo dovere. Ciò ha creato una situazione contraddittoria che spesso sfocia nella disapplicazione della legge stessa.  Proseguendo nell’analisi del fenomeno dell’obiezione di coscienza, ci siamo soffermati a riflettere sulla distanza sottile che corre tra l’interruzione di pubblico servizio e i disagi causati dalle attese interminabili dovute alla mancanza di personale non obiettore, o il doversi spostare da una provincia all’altra in cerca di un ospedale in grado di rispondere alla richiesta di IVG.

Chiara Lalli ha proseguito affrontando un tema caldo di questo periodo (ne abbiamo parlato qui), e cioè l’indebito esercizio dell’obiezione di coscienza rispetto alla contraccezione d’emergenza. Come abbiamo più volte scritto anche noi nel blog (repetita iuvant) l’obiezione di coscienza non può essere sollevata per la cosiddetta pillola del giorno dopo, in quanto in quel caso non si ha a che fare con un farmaco abortivo, bensì con un anticoncezionale. A tal proposito, Lalli ci ha invitato a leggere i proposition paper della Società Italiana per la Contraccezione, che qui vi linkiamo:

http://www.sicontraccezione.it/pubblicazioni/pdf/SICSMICpositionpaper20aprile2013.pdf

Questo ci porta a ribadire che l’articolo 9 della legge 194, in cui si autorizza l’obiezione di coscienza, viene interpretato in modo approssimativo ed ha ricadute pesanti sulla libertà di scelta delle donne, non solo in fatto di IVG.

foto de zordo

Il secondo collegamento Skype è stato effettuato con l’antropologa SILVIA DE ZORDO, ricercatrice presso l’Università di Barcellona. Silvia sta scrivendo, in qualità di co-autrice, un libro sull’aborto dal titolo “A Right that Isn’t” (Un diritto che non è). Nel suo articolato intervento, De Zordo ci ha illustrato i risultati di una ricerca sul campo che ha condotto presso quattro ospedali pubblici, due a Roma e due a Milano. Ha intervistato ginecologi e altri operatori del settore per capire come si rapportano alla legge 194. Il risultato è molto interessante e designa una conoscenza non molto approfondita della legge che viene sentita come un qualcosa di distante da parte dei medici. Medici che, in molti casi, obiettano non tanto per una solida ragione morale, quanto per il clima che si è creato attorno alla legge e alla ricorrente ghettizzazione dei non obiettori. Uno dei discorsi più interessanti di De Zordo è quello incentrato sul termine ‘coscienza’ che dobbiamo considerare presente non solo dalla parte del medico obiettore ma anche dalla parte del non obiettore, perché, è sempre bene ricordarlo, anche chi non obietta fa una scelta “di coscienza”. È un passaggio di senso fondamentale per ridare spessore alla figura del ginecologo non obiettore che altrimenti, nell’immaginario collettivo, rischia di assumere i connotati di una persona immorale, non attenta al “bene” delle sue pazienti.

Dopo Silvia De Zordo abbiamo lasciato la parola ad ANNA POMPILI e il dibattito si è acceso: ginecologa tanto comunicativa quanto battagliera, Pompili ci ha portato la sua testimonianza di non obiettrice, informandoci sulle ultime iniziative di LAIGA in campo di assistenza legale alle donne che fanno richiesta di IVG e rispondendo alle numerose domande del pubblico. Di RU486 ha parlato molto, sottolineando la necessità che anche la Regione Marche si doti di questo farmaco (punto 4 della nostra petizione), così come ha più volte ribadito la necessità di fare rete per una mobilitazione capillare attorno alla difesa della legge 194.

Ad arricchire il dibattito sono stati anche gli interventi del Prof. CARLO FLAMIGNI, luminare in materia di sessualità, riproduzione, contraccezione e legge 194.  Il Collettivo via Libera 194, insieme a Fossarello e a MARCO BIONDI dell’Uaar, gli ha rivolto un’intervista telefonica di cui abbiamo ascoltato alcuni estratti. Nel primo intervento, sulla RU486, Flamigni mette a tacere ogni dubbio sulla supposta pericolosità dell’aborto farmacologico citando dati internazionali sulle percentuali di insuccesso di questa tecnica che risultano molto basse (meno del 5%) e invitando a riflettere sul fatto che i rischi collegati a un’anestesia sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli che si corrono per l’assunzione del farmaco abortivo.

Nel secondo intervento Flamigni risponde alla nostra domanda, formulata anche dal pubblico durante il dibattito: «È possibile rendere pubblica l’obiezione di coscienza?» Per ascoltare la risposta, cliccate sul video:

Flamigniplay

L’evento si è concluso con la testimonianza di ROBERTA, un’ostetrica dell’ospedale di Jesi, città che da luglio 2012 a marzo 2013 ha subito le conseguenze di una vera e propria “obiezione di struttura”, risolta solo in via precaria e parziale dalla Regione. Roberta ha portato a conoscenza del pubblico presente in sala le attività ad oggi svolte dal Consultorio di Jesi.

foto la sciamana

Un ironico riferimento a VIOLATA, la ridicola statua dedicata alle donne vittime di violenza che la Commissione Pari Opportunità della Regione Marche ha eretto ad Ancona, ha sancito l’inizio dell’apericena che è stato il momento dei commenti, del buon cibo di EQUO&BIO e della bella musica della dj LA SCIAMANA che ci ha deliziato con la sua sofisticata selezione di vinili.


Le performance.

A questo momento di convivialità è seguito il silenzio, l’atmosfera si è fatta particolarmente intensa per la sezione dedicata alle letture, performance e videoproiezioni sulla 194 e non solo.

foto carnaroli

Ha aperto le danze una strepitosa ALESSANDRA CARNAROLI, poeta impegnata e dotta che con voce ferma e sicura ha letto alcuni dei suoi testi, testi forti, testi che mettono a nudo le contraddizioni di cui si parlava nel dibattito, come l’ignoranza di certa politica e la violenza cieca di chi stupra una donna. Spesso i suoi componimenti si ispirano ai fatti di cronaca e scavano dentro le ferite profonde che essi perpetrano.

foto aradiaDopo Carnaroli il gruppo ARADIA ha presentato Layla vuole uscire dalla scatola, una performance di teatro danza dove la metafora della scatola rappresenta le barriere che limitano la libertà femminile. Le due performer vestite di nero si sono succedute in movimenti minimi ed efficaci in scene dove oggetti come un nastro o un velo da sposa tendeva ad ingabbiarle.

Poi il primo video documentario, Legge 194: Cosa vogliono le donne, di Liliana Barchiesi e Alessandra Ghimenti, promosso da Usciamo dal silenzio, dalla Libera Università delle Donne e dai Consultori Privati Laici. Un bel viaggio attorno alla legge e alle lotte che hanno portato alla sua approvazione.

foto meri bracalenteDi seguito un nuovo cambio di atmosfera con la voce dolce e sapiente di MERI BRACALENTE, del Teatro Rebis di Macerata, che ha letto una parte dell’introduzione del libro di Chiara Lalli. Un gesto della mano, una pausa, un’alterazione nel tono della voce, tutti dettagli che hanno fatto di questo momento un momento carico di emozioni.

foto binjuDEBORA BINCI, in arte BINJU, ha invece proposto un monologo semibuffo di una ginecologa obiettrice, dando una visione ironica del problema. E l’ironia è importante perché mostra lati della questione che altrimenti resterebbero in ombra. Binju si è ispirata ad un articolo che ha letto e che si distingueva per un italiano arzigogolato e incomprensibile. La sua ginecologa sembra sicura della sua scelta, ma i tic del suo corpo rivelano un’inquietudine sospetta. Binju rende magistralmente questo aspetto con la pallina blu antistress manipolata in modo quasi isterico dal suo personaggio.

foto silvia paglioni

Ed infine SILVIA PAGLIONI con la lettura di un monologo, Chiamatemi strega, che Barbara Giorgi scrisse per Franca Rame. La splendida voce di Paglioni, vellutata ma decisa, ci prende per mano attraverso il testo potente di Giorgi e ci riporta laddove il nostro percorso è idealmente iniziato, nell’autodeterminazione femminile, nella convinzione che le donne debbano poter godere della libertà di scegliere sul proprio corpo.

A seguire due ultime videoproiezioni: il documentario La mia scelta viene prima del Collettivo di Venezia Vengo Prima che mostra la vicissitudini kafkiane e surreali di una donna che intende abortire ma che si scontra con gli aspetti più duri della disapplicazione della legge, come personale ostile, obiettori e la disarmante superficialità di fronte al dolore altrui; a chiudere un breve estratto del documentario Viaggio nel ‘900 delle donne – Una storia politica, per la regia di Nella Condorelli, a cura dell’UDI romana La Goccia.

Grazie per aver partecipato.

foto

L’Assessore Mezzolani ci dà buca

27 Set

mezzolanirimandataOggi, 27 settembre, l’assessore alla Sanità della Regione Marche, Almerino Mezzolani, “per soppraggiunti impegni non può essere presente” all’appuntamento che aveva fissato con noi per la consegna delle firme per l’applicazione della legge 194.
Ci dà buca. L’incontro è rimandato a data da definirsi.
Abbiamo già chiesto un nuovo appuntamento ma nell’attesa non staremo con le mani in mano.
Vi teniamo aggiornati.

Legge 194: letture e performance dell’evento

20 Set

Legge 194: Obiezione senza coscienza.

Firma la petizione per non tornare indietro.

A 35 anni dalla sua applicazioe facciamo il punto sullo stato di salute della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

C’è un’arte scollata dalla politica, un’arte che volteggia in un iperuranio a se stante, un mondo rarefatto che poco si cura di ciò che lo circonda e c’è un’arte che sta nel mondo, di quel mondo si ciba e si nutre, a quel mondo fa costante riferimento, mostrandone contraddizioni e bellezze. Prendiamo la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, prendiamo la condizione femminile. Se ne parla tantissimo, a volte anche a sproposito, ma l’arte che alcuni definiscono ‘civile’, altri ‘impegnata’, è in grado di darne una visione stratificata, intensa e provocatoria.

A tal proposito, domani, sabato 21 settembre dalle ore 21 circa, questo secondo tipo di arte vivrà un suo momento importante nella seconda parte dell’evento Legge 194: Obiezione senza coscienza. Forma la petizione per non tornare indietro, organizzato dal Collettivo Via Libera 194 in collaborazione con le sezioni locali di SNOQ (Se Non Ora Quando), Comitato 13 febbraio e dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), presso la Casa delle Culture di Ancona. Evento che si aprirà con un dibattito assieme ad esperti e operatori del settore. Evento che è anche l’ultima tappa per la raccolta firme della petizione che il Collettivo ha lanciato in difesa della legge.

La prima a parlare sarà la poeta e scrittrice Alessandra Carnaroli che leggerà alcune sue poesie sull’aborto e sul femminicidio. Lo stile di Carnaroli è dirompente, crudo e mai scontato. Le parole nei suoi testi si rincorrono, si appiccicano e spezzano per ricomporsi in inusuali immagini di senso. In particolare sul femminicidio Carnaroli ha pubblicato il libro Femminimondo (2011) edito da Polimata.

Seguirà una performance di teatro/teatro danza dell’associazione Aradia, intitolata Layla vuole uscire dalla scatola, dove gli stereotipi in cui vengono intrappolate le donn sono esemplificate dalla metafora della scatola, “simbolo di una struttura limitante”, che assume di volta in volta la forma di un velo da sposa, un corpetto taglia 42 o un paio di scarpe coi tacchi.

Poi vi sarà Meri Bracalente che leggerà un estratto dal libro di Chiara Lalli, C’è chi dice no – dalla leva all’aborto come cambia l’obiezione di coscienza (2011). Bracalente fa parte del Teatro Rebis di Macerata che dal 2003 produce spettacoli incentrati sulla sperimentazione linguistica in ambito teatrale e performativo. L’estratto in questione fa riferimento alla figura di Antigone, protagonista dell’omonima tragedia di Sofocle, che in più di un’occasione è stata presa come esempio per sostenere la validità dell’obiezione di coscienza, nonostante la sua scelta sia molto diversa da quella portata avanti dagli obiettori. La sua scelta, infatti comporta una conseguenza radicale, che è la morte, una conseguenza di cui ella è pienamente consapevole, mentre se un medico diviene obiettore, non vi è nessuna conseguenza particolare per la sua persona, anzi spesso vi è un avanzamento di carriera.

A seguire vi sarà l’attrice e drammaturga Debora Binci, in arte Binju, che proporrà un monologo semibuffo ispirato ad una ginecologa obiettrice, un taglio che si prefigura interessante, soprattutto alla luce del dibattito previsto per il pomeriggio. Binju fa parte del gruppo teatrale ReSpirale Teatro. Teatro solubile ad alta digeribilità ed ha una formazione poliedrica che spazia dalla Commedia dell’Arte al teatro alla danza indiana Bharata Natyam.

A chiudere in bellezza la serata vi sarà Silvia Paglioni, la cui formazione include la performance e il teatro sia di parola che fisico. Paglioni si è già occupata di tematiche femminili con lo spettacolo Monoluoghi, fatto assieme ad altre tre attrici, che ha girato nei teatri di Ancona lo scorso inverno. Proporrà un breve monologo, ripreso da Chiamatemi strega che Barbara Giorgi scrisse per Franca Rame e che Paglioni ha rielaborato in alcuni passi. Concludere la serata con un riferimento, oseremmo dire un saluto immaginario, a Franca Rame non potrà che essere di buon auspicio per la Legge 194 e la sua piena applicazione!

21settembre

Legge 194: relatori evento

20 Set

Legge 194: Obiezione senza coscienza.

Firma la petizione per non tornare indietro.

A 35 anni dalla sua applicazioe facciamo il punto sullo stato di salute della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

L’articolo 9 della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza è forse il suo tallone d’Achille, in quanto è l’articolo che prevede la possibilità per il medico di diventare obiettore. Il Collettivo Via Libera 194 in collaborazione con SNOQ Comitato 13 febbraio di Ancona, UAAR circolo di Ancona e Casa delle Culture di Ancona, organizza un evento per discutere proprio della legge e dell’obiezione di coscienza che è ormai arrivata a tassi di oltre il 70% con picchi del 90% e 100%, tale da sabotare di fatto la legge stessa. L’evento è l’atto finale di un percorso durato diversi mesi e dedicato alla promozione della petizione che il Collettivo ha lanciato in difesa della legge.

Quattro sono i relatori che interverranno: la filosofa e bioeticista Chiara Lalli, l’antropologa Silvia De Zordo, Anna Pompili membro LAIGA (Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della L. 194/78) e Carlo Flamigni membro Comitato Nazionale per la Bioetica. A loro si aggiungeranno dei ginecologi, operatori sanitari e cittadini che operano nelle Marche.

Chiara Lalli è l’autrice che ha probabilmente riportato al centro del dibattito nazionale l’obiezione di coscienza con il suo libro, C’è chi dice no – Dalla leva all’aborto, come cambia l’obiezione di coscienza (2011), dove analizza l’evoluzione del termine e del concetto di obiezione. Un testo significativo che mette a nudo le contraddizioni e le ambiguità che si celano spesso dietro questa scelta, a cominciare da quello che ne fa il nodo portante, ossia il rapporto “tra le scelte individuali e le leggi dello Stato”.

Silvia De Zordo insegna presso l’Università di Barcellona e ha condotto una interessatissima ricerca sul campo riguardo all’obiezione di coscienza presso gli ospedali di due città fondamentali come Milano e Roma.

Anna Pompili è ginecologa non obiettrice membro, come già detto, della LAIGA, e come tale si adopera per la piena applicazione della 194. Cosa significa essere non obiettori in regioni come il Lazio dove ha sede la LAIGA e dove il tasso di obiezione supera l’80%?

Infine Carlo Flamigni, figura di riferimento per quanto concerne la materia, è stato libero docente in Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Bologna, ha scritto numerosissimi articoli scientifici e diverse monografie anche di carattere divulgativo sulla sterilità, la fecondazione, la contraccezione e la pillola del giorno dopo.

La legge 194 va difesa e soprattutto va applicata e il dibattito costituirà un’occasione unica per informarsi, riflettere e capire.

21settembre

Sabato 21 settembre, dibattiti e performance sulla 194 alla Casa delle Culture di Ancona

14 Set

21settembre

https://www.facebook.com/events/1386744508223410

PUNTO 194 alla Festa dei Popoli di Ancona! Grazie, SNOQ.

10 Lug

festapopoli

Legàli tutti! Legalità, disobbedienza, cittadinanza e movimenti” è il titolo della venticinquesima Festa per la Libertà dei Popoli, che anche quest’anno si svolgerà nel Forte Altavilla (ANCONA) l’11, 12 e 13 luglio. Nel corso delle tre serate sono previsti dibattiti, concerti , laboratori, presentazioni di esperienze aperte alla cittadinanza.

Non poteva mancare un banchetto con la nostra petizione, che legalità e tutela dei diritti reclama. Sarà il Comitato Se Non Ora Quando-13 febbraio di Ancona a raccogliere le firme, in qualità di PUNTO 194 itinerante.