ABORTO, INDIETRO TUTTA. Da un articolo dell’Unità

7 Dic

RESISTENZA. Ci piace essere citati sotto questo sottotitolo perché l’Italia non può essere solo il paese dal quale è meglio andarsene o, come in questo caso, si è obbligati a farlo per vedere rispettato il proprio diritto alla salute e all’autodeterminazione. I dati che ci restituisce la lettura di questo articolo sono più che preoccupanti: dall’obiezione di coscienza, prevista dall’articolo 9 della Legge 194, si passa in troppi casi a vere e proprie obiezioni di struttura ma poiché sempre in base all’articolo 9 “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale” ci troviamo di fronte a situazioni di vera e propria illegalità.

Ancora più preoccupante che si possa leggere il dato di una generale diminuzione di interventi di IGV su tutto il territorio nazionale, come un dato “tutto” positivo, ovvero, senza associarlo alla fotografia REALE del paese che ci mostra come in moltissime città e regioni sia diventato IMPOSSIBILE accedere al servizio di interruzione volontaria di gravidanza, come contemporaneamente ci sia un ritorno agli aborti clandestini e, con l’avvento di internet, un affidamento alla rete per l’acquisto di farmaci abortivi online. Sarebbe sinonimo di un paese più civile poter associare questo trend, a distanza di 35 anni dalla Legge 194, ad una più diffusa informazione in materia sessuale, al potenziamento dei consultori pubblici e ad un maggiore accesso alla contraccezione. 

Noi del Collettivo Via Libera 194 insieme agli altri 58 co-promotori e a tutte le 4.000 persone che hanno firmato la nostra Petizione regionale per la piena applicazione della Legge 194/78 intanto, non senza far niente! stiamo ancora attendendo un incontro con l’Assessore Mezzolani. Come si dice nell’articolo il problema è che le firme sono pronte ma nessuno vuole riceverle.

Aborto, indietro tutta – L’Unità – giov 5 dic 2013

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