Petizione per la piena applicazione della legge 194/78 nelle Marche

25 Apr

Il Collettivo “Via Libera, 194” e il comitato “Se non Ora quando-13 Febbraio di Ancona”, U.D.I. – Unione donne in Italia – sede di Jesi, AIED – gruppo di Ascoli Piceno, ass. Luca Coscioni di Ancona, ass. Ambasciata dei diritti Marche di Jesi, Casa delle culture di Jesi, Casa delle donne di Jesi,  Ya Basta Marche, Spazio Comune Autogestito TnT di Jesi, Emergency-gruppo di Jesi, ass. SpaziOstello Onlus di Jesi, ass. La strada di Sergio di Jesi, Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi e gli altri soggetti promotori elencati nell’allegato “A” del presente documento, presentano la seguente

PETIZIONE

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE E AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLE MARCHE

CONSIDERATO CHE

a)     l’art. 9, comma 4 della legge n.194/78 dispone che “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale.”;

b)     i consultori pubblici, anche ai sensi della legge 194 (in particolare gli artt. 2, 3, 4 e 5), sono tenuti a fornire servizi di prevenzione e tutela della salute e della sessualità della donna e della maternità cosciente e responsabile;

c)         in Italia dal 1° aprile 2010, è stata autorizzata, legalizzata e quindi messa in commercio la pillola RU486, che permette di ricorrere all’aborto farmacologico con l’uso del mifepristone. L’efficacia elevata e paragonabile a quella dell’aborto chirurgico, rende questa tecnica altrettanto rispettosa dell’integrità fisica e psichica delle donne, in linea con quanto previsto dall’art. 14, comma 1 della legge 194/78 “Il medico che esegue l’interruzione della gravidanza è tenuto … a renderla partecipe dei procedimenti abortivi, che devono comunque essere attuati in modo da rispettare la dignità personale della donna.”;

 

d)     l’art. 15, comma 1 della legge n.194/78 dispone che “Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza. Le regioni promuovono inoltre corsi ed incontri ai quali possono partecipare sia il personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sia le persone interessate ad approfondire le questioni relative all’educazione sessuale, al decorso della gravidanza, al parto, ai metodi anticoncezionali e alle tecniche per l’interruzione della gravidanza.”.

 

VISTO

e)      l’ultima relazione annuale del Ministero della Salute sull’applicazione della legge 194/1978, presentata l’8 ottobre 2012, da cui emerge che:

  • già nel 2010, a fronte di 2.409 interruzioni volontarie di gravidanza effettuate da donne residenti nelle Marche, il 5,5% degli interventi sono stati fatti fuori provincia e il 24,5% fuori regione: quest’ultimo dato è pari al quadruplo della media nazionale;
  • gli obiettori di coscienza, di poco inferiori alla media nazionale, costituiscono il 60% dei medici, il 47% degli anestesisti e il 40% del personale non medico;
  • la Regione Marche è l’unica regione nella quale, nel primo semestre 2011, non si è fatto ricorso all’aborto farmacologico con la pillola RU486 che, invece, rappresenta in Emilia Romagna il 17% del totale delle I.V.G. e in Toscana il 9%;

f)       che il numero sempre più ampio di obiettori di coscienza sta svuotando, nei fatti, i contenuti della legge 194/78 e, oltre a colpire le donne in un momento difficile e delicato della loro vita, penalizza anche medici, anestesisti e infermieri non obiettori che vedono ricadere su di loro tutto il carico delle interruzioni di gravidanza;

g)      le interrogazioni presentate al Consiglio regionale delle Marche, dal consigliere Bucciarelli, in data 19 luglio 2012 e 8 febbraio 2013, per conoscere lo stato di applicazione della Legge n. 194/78 nella Regione Marche e, in particolare, nel Comune di Jesi. Dalla risposta dell’assessore Mezzolani del 21 settembre 2012, si ricava, tra l’altro, che nell’Area Vasta n. 4 tutti i medici sono obiettori e nessuna struttura garantisce gli interventi di interruzione volontaria di gravidanza;

LE SOTTOSCRITTRICI E I SOTTOSCRITTORI CHIEDONO CHE

la Regione Marche, tramite i propri organi legislativi ed amministrativi competenti, in ottemperanza agli artt. 3, 2° comma e 32 della Costituzione e alla legge n. 194/1978, rimuova gli ostacoli che impediscono di esercitare il diritto alla salute, all’autodeterminazione, alla maternità consapevole e responsabile:

a)   modificando il piano sanitario regionale in modo da garantire risorse certe e adeguate al:

  • potenziamento dei consultori pubblici affinché tornino ad occuparsi, delle funzioni previste dalla legge 194, di prevenzione e tutela della salute e della sessualità delle donne, della maternità responsabile, compresa la diffusione della contraccezione, anche di emergenza, per evitare gravidanze indesiderate e malattie trasmissibili sessualmente;
  • finanziamento di un piano di assunzioni che salvaguardi e potenzi tutta la rete pubblica dei servizi sanitari di diagnosi, cura e prevenzione;

b)   controllando e garantendo che il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza sia assicurato nelle strutture sanitarie pubbliche del territorio regionale, come espressamente previsto dall’art. 9 della legge n.194/78, ricorrendo anche alla mobilità del personale, come dispone il 4° comma dello stesso articolo;

c)   approvando un protocollo per l’applicazione della legge 194/78 che preveda l’affidamento al Difensore civico della Regione Marche (Ombudsman) dei compiti di raccolta delle segnalazioni di casi di disservizi e inattuazione della legge 194/78 e monitoraggio annuale del numero di obiettori di coscienza per categoria professionale (medici, anestesisti, infermieri e personale esercente attività ausiliarie) nelle strutture ospedaliere e consultoriali della regione;

d)  approvando le linee guida regionali sull’interruzione volontaria di gravidanza con il farmaco RU486 che stabiliscano i criteri di ammissione all’assunzione della RU486 e la sua somministrazione in regime di day hospital (salvo condizioni cliniche particolari), come previsto dai protocolli clinici approvati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, adottati, in Germania, Francia, Gran Bretagna e nelle regioni Umbria, Emilia Romagna e Toscana.

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COME FIRMARE LA PETIZIONE
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1. Clicca QUI per scaricare la petizione. Stampala, firma e fai firmare. Poi contattaci via email –  vialibera194@gmail.com – per sapere qual è il “punto 194” più vicino alla tua città a cui consegnare il foglio con le firme.

2. Firma la petizione ai banchetti “punto 194“: informeremo periodicamente gli iscritti al blog e al nostro Gruppo Facebook dove e quando sono previsti.

3. Firma presso le sedi dei soggetti promotori della petizione.

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