Una buona notizia, non una soluzione

2 Mar

La notizia del ripristino del servizio di IVG a partire da lunedì 18 marzo, dopo 8 mesi di sospensione, non può che essere una buona notizia.

Pensiamo sia un primo passo per far fronte, nell’immediato, alla grave situazione verificatasi. Tuttavia ci auguriamo possa seguire una soluzione che garantisca in maniera definitiva l’applicazione della legge 194/78 e il diritto alla salute della donna che questa legge intende tutelare, impedendo il ripetersi della sospensione del servizio di IVG.

Le donne devono potersi avvalere di un servizio efficiente e continuativo, non intermittente e precario come quello che rischia di profilarsi dal 18 marzo in poi.  Passare da una programmazione settimanale degli interventi di  IVG a una frequenza quindicinale, sebbene garantita dal turnover di due ginecologi, ci sembra una misura poco sostenibile sia nel breve che nel lungo periodo. Inoltre, stando a questa soluzione, i tempi di attesa della donna per l’accesso all’IVG si allungherebbero ulteriormente: ricordiamo infatti che la legge 194 obbliga la donna a soprassedere 7 giorni sulla sua decisione di interrompere la gravidanza prima di potersi sottoporre all’intervento.

Riteniamo sia necessario continuare ad animare il dibattito su come garantire la piena applicazione della Legge 194 dato che, in tutto il paese, le alte percentuali di obiezione di coscienza stanno di fatto svuotando i contenuti della Legge stessa.

Va ricordato che l’articolo 9 della Legge 194 pur disponendo che gli enti ospedalieri sono tenuti, in ogni caso, ad assicurare l’espletamento delle procedure di interruzione di gravidanza nei termini indicati dalla legge  e che spetta alle Regione il compito di garantire il servizio anche attraverso la mobilità del personale, tuttavia non dà indicazioni su come regolamentare il numero di medici obiettori e non obiettori.

Per questo promuoveremo una petizione in cui si chiede alla Regione di approvare un protocollo per l’applicazione della legge 194 che fissi i criteri organizzativi e la percentuale minima di personale non obiettore per ciascuna categoria professionale (medici, anestesisti, infermieri e personale esercente attività ausiliarie)

L’incontro che si terrà oggi pomeriggio alle 17:00 presso il Centro per le Donne di Jesi con Tiziana Antonucci e Renato Biondini, rispettivamente delle Associazioni AIED e Luca Coscioni, va in questa direzione: faremo il punto sull’applicazione della Legge 194 nelle Marche e approfondiremo le tematiche relative all’aborto farmacologico.

Proprio perché non consideriamo rimossi quegli ostacoli che hanno portato e potrebbero riportare a casi analoghi a quello jesino, auspichiamo una piena partecipazione all’evento.

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