Via Libera 194: sull’applicazione della legge 194/78 solo una legittima richiesta di informazioni

5 Feb

Riportiamo il nostro comunicato stampa – pubblicato su Viverejesi e Jesiattiva il 4 febbraio 2013 – in risposta al comunicato del Comune di Jesi del 2 febbraio 2013. Chi fosse interessato a vedere il video del nostro intervento all’incontro pubblico del 1 febbraio, può cliccare qui (guarda video).

In risposta al comunicato stampa del Comune di Jesi, pubblicato il 2 Febbraio 2013 su “Vivere Jesi”, il Collettivo “Via Libera, 194” intende chiarire la natura dell’intervento rivolto all’Assessore alle Pari Opportunità Barbara Traversi e al Prof. Curatola, primario dell’U.O. di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Jesi, sullo stato dell’attuazione della legge 194/78.

Non si è trattato di un attacco ai medici bensì di una legittima richiesta di informazioni avvenuta nell’ambito di “Percorso Femminile Singolare”, primo incontro pubblico di una serie di appuntamenti sulla salute della donna, tenutosi il 1 Febbraio 2013 presso la Sala Circoscrizionale-San Francesco di Jesi. Da luglio 2012 il servizio di IVG non è più attivo a causa dell’obiezione di coscienza sollevata da tutti i ginecologi, pertanto al termine dell’incontro abbiamo chiesto all’Assessore Traversi di aggiornarci sui provvedimenti presi per il suo ripristino. L’Assessore ci ha dapprima risposto che le risultava che da gennaio 2013 il servizio fosse garantito da un medico non obiettore con cadenza quindicinale, salvo poi chiedere conferma al Prof. Curatola che ha illustrato la situazione reale. Abbiamo così appreso che per motivi di natura contrattuale la ginecologa non obiettrice proveniente da Fabriano a tutt’oggi non è entrata in servizio e non si è ancora giunti a una soluzione risolutiva del problema. Pur essendo legittima l’obiezione di coscienza, se nei termini previsti dalla legge, ricordiamo che ai sensi dell’art. 9 comma 4 della legge 194/78: “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale”.

Esigiamo pertanto che il servizio venga garantito e che la legge venga rispettata.

Abbiamo ritenuto necessario far sentire la nostra voce di cittadini, e siamo convinti che il nostro contributo non sia stato né “inutile” né “ingeneroso” bensì essenziale a fare chiarezza, non solo ai presenti in sala ma anche all’Assessore. Se a 7 mesi dall’inapplicazione di una legge nazionale la nostra richiesta di informazioni su un servizio importante come l’IVG viene ufficialmente etichettato dal Comune a mezzo stampa come un attacco ai medici, allora ci chiediamo cosa si intenda per partecipazione e dialogo con i cittadini.

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