Prc: Legge 194, sette mesi di illegalità.

5 Feb

Riportiamo il comunicato stampa di PRC, pubblicato su Viverejesi e Jesi Attiva il 4 febbraio 2013.

Apprendiamo dalla stampa le ultime dichiarazioni dell’assessore ai servizi sociali del comune di Jesi Barbara Traversi la quale, in occasione del primo incontro della rassegna “Percorso Femminile Singolare”, ha espresso anche alcune considerazioni in merito alla grave situazione esistente oramai da mesi nell’ospedale cittadino riguardo la Legge 194.

Il suo interessamento, però, sembra non essere affatto sufficiente e le promesse continuano ad essere disattese: pur avendo garantito, dopo vari solleciti, una soluzione al problema entro il mese di gennaio (vedere http://www.viverejesi.it/index.php?page=articolo&articolo_id=385631), nulla si è mosso.

Dove è finito il medico fabrianese che doveva sostituire il personale sanitario locale? È questa l’unica strada che si intende percorrere per risolvere la questione?

A noi questa sembra una soluzione inadeguata, accettabile solo se temporanea e supportata da un serio impegno da parte di tutti gli organi istituzionali alla risoluzione del problema.

Riportiamo, inoltre, un estratto significativo del comunicato stampa che riporta una frase dell’assessore Traversi riferita al primario dell’U.O. di Ginecologia e Ostetricia, secondo noi molto grave:

“Ho avuto modo di verificare che la scelta di obiezione di coscienza, da parte sua e degli altri medici che fino a tempi recenti praticavano l’interruzione di gravidanza nel nostro ospedale, non è stata il frutto di una preclusione ideologica, ma il risultato di un profondo disagio dovuto alle politiche dell’Asur. E in ogni caso, dichiarandosi obiettori di coscienza, questi medici hanno esercitato un diritto che viene loro riconosciuto dalla legge”.

L’assessore Traversi forse ama cimentarsi nei panni della sindacalista, ma è un rappresentante delle istituzioni che dovrebbe perseguire il bene dei propri cittadini e non perorare le istanze di un gruppo di medici. L’obiezione di coscienza è un atto legittimo, ma è eticamente sgradevole utilizzarlo per mere diatribe interne all’organizzazione della macchina sanitaria.

In conclusione, chiediamo all’Amministrazione Comunale di intervenire con decisione e nelle sedi opportune per ripristinare un servizio che è sinonimo di legalità e umanità.

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